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Monte Olympus

“Papà sai quanto è alto il Monte Olympus su Marte ? “La domanda mi spiazza e cerco velocemente di improvvisare una risposta.Il mio cervello a sua volta mi interroga: “Ma non poteva chiederti la formazione della Juventus 1985-1986 ? o il nome delle capitali europee ?” Certezze che potrei rivendere per generazioni. Cerco di andare x logica : sulla Terra i monti più alti sono sugli 8000 metri … quindi abbozzo “Novem … Dodicim …” cercando nell'allora ottenne che avevo davanti comprensione e complicità. Non le trovo, me lo sta chiedendo seriamente. Lo capisco dal piglio che ha e perché me lo ripete non cambiando espressione.

Sparo : “ tredicimila metri” …Mi guarda con l’aria soddisfatta di chi la sa più lunga e intuisco dagli occhietti che mi fissano che devo aver sbagliato … e non di poco.Mi giustifico tra me e me come fossi davanti al prof di biologia del liceo : " Sarà meno … volevo dire diecimila metri "


“Ma noooo !" mi risponde con tono plateale e trionfante

"E’ alto 25000 mila metri" e lo dice facendo lo spelling dei numeri … due cinque zero zero zero.La notizia mi lascia per qualche istante silenzioso e mi catapulta in uno spazio fluttuante 25000 metri … 3 volte più del K225000 metri … più di mezza maratona in verticaleIl cervello che ho in dotazione non fa più il brillante … rimane anche lui silenzioso.25000 metri …Basta togliergli alcuni punti di riferimento e questa massa grigia perde ogni sicumera.

Una domanda scherzosa capace di farmi rovistare tra i misteri dell'esistenza.Cominciai consapevole a riflettere su dove viviamo : viviamo su un punto nell’Universo che gira impazzito su se stesso da tempo e che se Dio, o la gravità, vuole andrà avanti a farlo chissà ancora per quanto … in mezzo ad altri infiniti punti, con un'infinità di possibilità che non sappiamo.
Sapere che su un altro pianeta esiste una montagna alta 25 km o che ci sono 88 lune che girano intorno ad un astro vicino probabilmente non è determinante, se sono arrivato a 43 anni senza saperlo è probabile che riuscirei ad andare avanti almeno per un tempo altrettanto lungo, ma mi torna utile quando cerco di avere pensieri nuovi o soluzioni a buon mercato ai problemi che la quotidianità ha piacere di pararmi innanzi.

Si … perché non avevo mai immaginato prima di quel momento che un monte potesse essere così alto. E se non l’avevo mai immaginato … la mia mente non era neppure riuscita a formularne una possibilità di esistenza … fino ad allora era semplicemente stato impossibile questo pensiero.
Da allora quando sento di avere poche risorse e mi sembra di non avere vie d’uscita possibili attingo anche a questo pensiero e alla voce di mio figlio che mi dice senza scampo “25000 metri sono proprio tanti … Papà” .

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