Ho fatto il turista nella mia città.
Sembra una frase banale, ma è stata un’esperienza sorprendentemente nuova.
Ho camminato per il centro di Pavia con i Ray-Ban Meta e una conversazione vocale con ChatGPT. Non una guida registrata, non un percorso già scritto, ma un dialogo continuo e interattivo.
Mi fermavo davanti a un palazzo e chiedevo cosa stessi guardando.
Notavo un dettaglio e approfondivo.
Incontravo una via e ne cercavo l’origine.
Davanti alla Torre Bottigella, al Broletto, a Casa Maciachini, potevo trasformare in tempo reale ogni curiosità in conoscenza.
Luoghi che ho visto migliaia di volte, improvvisamente diventavano nuovi per un dettaglio, per un aneddoto.
Non perché fossero cambiati loro.
Perché e’ cambiato il mio modo di osservarli e interrogarli.
Qui, secondo me, sta uno degli aspetti più interessanti dell’intelligenza artificiale e dei nuovi dispositivi a disposizione: non danno solo più informazioni, ma costruiscono un vero ecosistema capace di rendere le esperienze più ricche, personali, immersive e interattive.
La tecnologia, utilizzata in questo modo, non sostituisce l’esperienza.
La amplifica.
Amplifica la curiosità.
Amplifica la capacità di osservare.
Amplifica la conoscenza.
Amplifica il valore del tempo che stiamo vivendo.
Vale per il turismo, ma anche per la formazione, per il lavoro, per la cultura e per moltissimi altri ambiti.
Ho così sperimentato qualcosa che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato fantascienza: camminare per una città avendo nelle orecchie una guida capace di adattarsi esattamente a ciò che sto vedendo e alle domande che mi vengono in mente in quel preciso momento.
Una guida che non decide cosa devo sapere, ma risponde alla mia curiosità.
La vera differenza non la fanno gli strumenti.
La fanno la curiosità, la voglia di sperimentare e la capacità di immaginare utilizzi nuovi per tecnologie che abbiamo appena iniziato a conoscere.
Innovare non significa semplicemente utilizzare qualcosa di nuovo.
Significa creare nuove possibilità e nuove connessioni.
Non ho scoperto una città nuova.
Ho scoperto un modo nuovo di vivere una città che pensavo già di conoscere a menadito.
Il futuro sarà sempre più questo: non necessariamente esperienze completamente diverse, ma esperienze che diventano più profonde, più consapevoli e più ricche grazie all’incontro tra intelligenza umana, intelligenza artificiale e nuovi dispositivi.
Tutto parte sempre dalla stessa riflessione che personalmente ho trasformato in un mio mantra personale: ‘mai provi mai sai’.

