Due giorni.
Cinque classi.
Dalla prima alla quinta Liceo.
All’Istituto San Giuseppe di Vigevano sto attraversando, in poche ore, l’intero arco della formazione superiore:
l’inizio, fatto di scoperta e domande,
e il compimento, fatto di scelte e direzioni.
Abbiamo parlato di intelligenza artificiale.
Ma, in profondità, abbiamo riflettuto sull’intelligenza umana.
Su cosa significhi oggi comprendere, discernere, scegliere.
Su quale sia il ruolo della tecnologia nel percorso di crescita delle nuove generazioni.
Su quanto sia determinante non solo saper utilizzare gli strumenti,
ma sviluppare una consapevolezza critica del loro impatto.
In ogni classe ho incontrato attenzione, curiosità, capacità di ascolto.
Segnali importanti, che raccontano un potenziale autentico.
Perché la vera sfida non è l’evoluzione dell’intelligenza artificiale,
ma la qualità dello sguardo con cui l’uomo decide di utilizzarla.
Formare, oggi, significa questo:
mettere i giovani nelle condizioni di essere non semplici utilizzatori,
ma protagonisti consapevoli del tempo che stanno vivendo.

