Hanno preso un vero Monet.
Lo hanno pubblicato online dicendo che era stato creato con l’intelligenza artificiale.
Immediatamente è diventato brutto.
Troppi colori. Troppo finto. Troppo confuso. “Senza anima.” “Si vede subito che è AI.”
Sotto il quadro è partita la solita processione.
Uno scriveva.
Dieci ripetevano.
Cento rincaravano la dose.
Di seguito è arrivata la realtà: quel quadro era un Monet autentico.
Da questo episodio non emerge il tema dell’intelligenza artificiale.
Emerge il tema dell’intelligenza delle singole persone.
Non si guarda più qualcosa prima di giudicarlo.
Si guarda l’etichetta.
Soprattutto si guarda cosa stanno dicendo gli altri.
L’opinione collettiva si forma in pochi minuti. Il branco parte al galoppo. Nessuno si ferma a osservare davvero.
Non importa capire.
Importa appartenere anche solo per la durata effimera di un post.
Così persone convinte di difendere l’arte hanno finito per demolire Monet.
Monet…
Forse il problema non è l’intelligenza artificiale.
Forse il problema è quanto poco utilizziamo quella naturale.

